Scommesse sulla Premier League 2026: un palinsesto approvato a monte, non un listino
Un bookmaker con concessione ADM può prendere una giocata sulla Premier League solo se quell’evento è già dentro il palinsesto approvato: il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli autorizza voce per voce. Non è un dettaglio burocratico. È la ragione per cui due siti italiani mostrano lo stesso derby inglese con due elenchi diversi di mercati, e la ragione per cui la domanda giusta non è «quanto paga» ma «cosa costa». Il costo, qui, esce da tre posti: il margine incorporato nella quota, l’imposta unica che il concessionario versa al posto del giocatore, e i vincoli che il conto impone prima ancora che la prima giocata parta. Questa pagina mette i tre conti sul tavolo, uno per uno, con i numeri che i concessionari e le loro stesse condizioni pubblicano.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni e i numeri di concessione verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS); la sede di ciascun marchio è il rispettivo sito .it, e le condizioni d’uso sono quelle che i singoli operatori pubblicano.
- Il quadro di riferimento: chi può accettare una giocata sulla Premier League
- Gioco responsabile: i vincoli che il conto impone
- Fondamenti: leggere il margine dentro la quota
- Pronostici e strategia: il bankroll come conto, non come scommessa
- Sport e tornei: il calendario della Premier League e cosa si può giocare
- Come giudichiamo un bookmaker sulla Premier League
- Quanto costa davvero un bonus di benvenuto
- Domande frequenti
- Il conto finale: cosa resta al giocatore e cosa resta al banco
Il quadro di riferimento: chi può accettare una giocata sulla Premier League
La Premier League è nata il 20 febbraio 1992 con il nome di FA Premier League. Trentaquattro anni dopo è un campionato a 20 club, ognuno dei quali gioca 38 partite a stagione, in casa e in trasferta contro ogni altra, con stagioni che di solito vanno da agosto a maggio. Tre punti per una vittoria, uno per il pareggio, niente per la sconfitta; le tre peggio classificate retrocedono in EFL Championship. Nel 2024-25 il titolo è andato al Liverpool, nel 2025-26 all’Arsenal, il suo quarto. La stagione 2026-27 comincia il 21 agosto 2026 e finisce il 30 maggio 2027, con Coventry City, Ipswich Town e Hull City promosse e West Ham United, Burnley e Wolverhampton Wanderers retrocesse.

A un italiano che cerca dove giocare quelle partite interessa meno la classifica dei titoli — il Manchester United ne ha 13, più di chiunque altro — e più la domanda che sta a monte: quale marchio è autorizzato a raccogliere quella giocata in Italia. La risposta è nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non sono licenze aperte: sono concessioni assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione, e la lettera a) mette per primi le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli. Chi vince la gara può gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo (art. 6, comma 3), con requisiti che comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Il punto che quasi tutte le pagine di confronto saltano: la concessione è per sito, non per società. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una stessa società può tenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E soprattutto, l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare su quella lista non dimostra da solo che il marchio abbia un’offerta di scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, che è anche il posto dove le condizioni riportano numero di concessione e società titolare. Il rovescio è altrettanto vero e vale la pena scriverlo: l’assenza di un marchio dai dieci profili qui sotto non significa che quel marchio sia senza concessione — significa solo che non è tra quelli esaminati.
Concessione ADM e siti .it: cosa verifica chi vuole controllare
Per controllare un concessionario non serve altro che l’elenco pubblico. ADM lo pubblica insieme alla lista dei siti la cui accessibilità è inibita, e la stessa doppia lista è sul sito della Guardia di Finanza. Chi propone il gioco senza concessione in Italia commette reato: l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta delle due liste, e punisce i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso; il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror spuntano di nuovo nel giro di ore. Vale la pena dirlo senza giri di parole: bloccare un dominio non cancella un conto, e un conto aperto presso chi non ha concessione non è raggiunto dal Registro Unico degli Autoesclusi.
Sul versante del giocatore la regola è più scomoda di quanto si creda. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, così come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è indicato, e non risulta qui nessun procedimento contro un giocatore: resta il fatto che la regola è scritta in quel modo e che ADM la mette nero su bianco. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il palinsesto approvato: perché l’offerta è più stretta di quanto sembri
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, corse di cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva. Da lì discende una conseguenza pratica che vale più di qualunque elenco di mercati: si può scommettere solo su eventi che stanno in quel programma, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga di volta in volta non è cosa che si legga da fuori; si legge dal sito, sezione per sezione, prima di versare.
Due caselle vanno tenute separate, perché il diritto le tratta separatamente. Gli eventi simulati — «scommesse su eventi simulati», art. 2, lett. v): eventi sportivi, di cavalli e altri, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti dei concessionari hanno una sezione «Virtuali». L’ippica invece è due cose diverse: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, a totalizzatore) richiedono una concessione propria. Se un marchio italiano raccolga oggi i totalizzatori di ippica nazionale online non è dato sapere da qui: è una casella che il lettore verifica nel palinsesto del singolo sito. Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): lì il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano un exchange oggi e con quali commissioni non è dato sapere qui.
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui nessun elenco di mercati live. Gli esports sono un’altra casella incerta: se stiano o no nel palinsesto non risulta. Sui limiti di puntata è meglio essere espliciti: un tetto statutario in euro alle puntate sportive non è noto, e gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Esiste anche una decisione del direttore di ADM su scommesse e minori, che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto.
La partita non finisce con il fischio finale
Ci sono due modi di perdere che non hanno nulla a che vedere con la forma della squadra. Il primo è il blocco del conto: un «conto di gioco» richiede identificazione piena, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati — è quanto dichiarano le pagine degli operatori. Il secondo è la pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Il quadro 2025-2026 è in movimento, e conviene leggerlo come tale: secondo la stampa di settore AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una norma, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e la pagina non fa eccezione.
Gioco responsabile: i vincoli che il conto impone
Un conto di gioco italiano nasce già con un tetto. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato aspetta sette giorni. Il ritardo è la parte che conta. Non è un dispetto tecnico, è la sola frizione che separa una serata storta da un conto svuotato, ed è per questo che chi vuole alzarlo lo scopre sempre nel momento peggiore. La cifra che ADM fissa nella gara d’appalto come limite di deposito non è nota; il limite effettivo, quello che il giocatore incontra davvero, è quello che vede scritto nel proprio conto.
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 disegna la cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.
L’autoesclusione e il Registro Unico degli Autoesclusi: cosa blocca davvero
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e non è una funzione del singolo sito: blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. È il vero motivo per cui un conto presso un concessionario ADM vale più di un conto altrove — e il vero motivo per cui i siti senza concessione non sono raggiunti da nulla di tutto questo: chi si è autoescluso lì resta scoperto.
Le forme sono quelle che il giocatore trova nelle condizioni dell’operatore, e sono cambiate da poco. Admiralbet, per esempio, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi di durata nello stesso documento, e la data spartiacque va letta bene prima di scegliere: chi si esclude a fine gennaio con una finestra lunga non ragiona sulle stesse opzioni di chi lo fa a febbraio. Un sito di stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026; periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano. Prima di compilare, la riga da cercare è quella con le date.
Quando la richiesta di aiuto non passa dall’operatore
Se il problema è il controllo, non la singola serata, il percorso giusto non è il menu del sito ma il medico di base o il servizio pubblico. Tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 compaiono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è il canale che esiste a prescindere dal marchio, dalla concessione e dal conto, e resta il riferimento anche per chi ha già chiuso tutti i conti. La legge sull’autoesclusione e sulle tutele resta scritta in modo asciutto: è materia in cui l’ironia non serve a nessuno.
Fondamenti: leggere il margine dentro la quota
Il margine del bookmaker non è una voce di costo a parte. È già dentro la quota, e la quota è una frazione: ogni prezzo contiene, oltre alla stima dell’evento, la fetta che il concessionario si tiene. La formula con cui si legge è la stessa per ogni mercato a esito unico: prendendo tutti gli esiti di un mercato, il payout è 1 diviso la somma degli inversi delle quote, e il margine è 100 % meno quel payout. L’etichetta conta: il payout è la quota di tutte le puntate che quel mercato restituisce, il margine è ciò che resta al bookmaker. Sono la stessa partita vista dai due lati, e chi confonde i due lati arriva a conclusioni invertite.

Un 1X2 illustrativo e il margine che ci sta dentro
Prendiamo un 1X2 con quote decimali illustrative 2,10 / 3,40 / 3,60. Non è un prezzo quotato da nessun operatore, è un esempio per far vedere il meccanismo. Con questi tre numeri il payout del mercato è 1 diviso la somma di 1/2,10, 1/3,40 e 1/3,60, cioè 1 diviso 1,0481, che dà un payout di circa 95,4 %: il margine, cioè 100 % meno quella quota, sta intorno al 4,6 %. Su un mercato vero quel margine è quasi sempre più largo — il 1X2 di un campionato seguito e liquido come la Premier League sta di solito in una fascia di 5-7 %, mentre su mercati secondari, gol asiatici, cartellini o marcatori, la stessa partita può costare il 9-12 % —, ma il meccanismo non cambia e il numero illustrativo serve proprio a fissarlo. Un margine del 4,6 % su dieci giocate da 100 € lascia nelle tasche del concessionario circa 46 € di attesa, prima che qualsiasi previsione entri in gioco. Non è una condanna del gioco: è il prezzo del servizio, uguale per il tifoso che studia la partita e per chi sceglie l’1 in fondo alla schedina perché quel giorno gli piace la maglia. Chi punta sull’esito secco della Premier League paga quella fascia di 5-7 %; chi aggiunge un marcatore a una multipla, pagandolo al 9-12 %, paga due volte la sua stessa scommessa.
Vale anche la pena precisare che cosa la quota non è. Cinque siti possono mostrare lo stesso 1X2 con margini diversi, e le differenze stanno lì, non nel segno degli allenatori. Guardare le quote per vedere se sono «giuste» è un lavoro inutile; guardarle per confrontare due prezzi sulla stessa partita dello stesso campionato, a patto che siano rilevati nello stesso momento, è l’unico uso che dà un’informazione reale. Una quota letta da sola non ha né sapore né contenuto.
Le quote in Italia e il margine che non si vede
In Italia ci sono due numeri che il giocatore non vede mai e che pure sono nel prezzo. Il primo è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite pagate secondo la stampa di settore; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima 43 % e 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i bonus entrino o no nella base imponibile non risulta. Quel prelievo non si aggiunge al conto del giocatore: lo versa il concessionario. Ma un’azienda che versa 24,5 % sulla raccolta netta e vuole restare in piedi non lo paga di tasca propria, e il posto dove lo recupera è il margine dentro le quote. Il costo è invisibile e reale.
Il secondo numero, quello che fa la differenza vera, riguarda le vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: «tassate alla fonte», il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026. Si tratta di una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va chiusa con l’unico consiglio che regge: consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto per le vincite arrivate da siti esteri o non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR), anche se il sito è registrato o ospitato all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni secondo l’art. 69 del TUIR: in pratica nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come andrebbero dichiarate quelle somme secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il punto per il lettore è semplice: quello che si risparmia in margine su un sito senza concessione si può ritrovare, maggiorato e in un’altra lingua burocratica, nella dichiarazione dei redditi.
Pronostici e strategia: il bankroll come conto, non come scommessa
Le chiavi di ricerca su consigli e pronostici Premier League riempiono le pagine, e quasi nessuna di esse dice la cosa più utile: sul calcio non esiste un metodo che batte l’esito, esiste un metodo che tiene sotto controllo il costo. Chi gioca una multipla da cinque eventi sulla Premier League non sta riducendo il rischio, lo sta comprimendo in una probabilità più piccola con un margine pagato cinque volte: i prezzi delle singole si moltiplicano in un prezzo unico, e quel prezzo unico incorpora il margine di ogni mercato dentro la catena. Il ragionamento da fare è di budget, non di pronostico.
Il conto della puntata in singola e in multipla
La matematica che serve è corta. In singola, il ritorno è puntata × quota: 50 € a quota 2,10 valgono 105 € di ritorno e 55 € di profitto netto, cioè puntata × (2,10 − 1). In multipla le quote si moltiplicano: 2,10 × 1,85 × 1,70 dà un prezzo complessivo di 6,6045 circa, e su 10 € il ritorno è di circa 66 € con un profitto netto di circa 56 € — moltiplicando anche, in proporzione, il margine che il concessionario ha incassato su ciascuna gamba. La domanda non è quanto paga, ma quanto è ampia la parte che non torna indietro. Con un margine illustrativo del 4,6 % sul singolo mercato, la stessa catena applicata a cinque gambe lascia il concessionario con una fetta composta, non con la fetta di una: è il motivo per cui le multiple sono così reclamizzate e così poco sostenibili considerate in serie.
Quanto si può perdere senza perdere il conto
Una strategia ragionevole si scrive in due righe e non ha bisogno di un pronostico. La prima riga è il tetto: una percentuale fissa del bankroll, per esempio 2 %, su ogni giocata, così che dieci sconfitte di fila non azzerino il conto. La seconda è il mercato: restare sul 1X2 e sull’Under/Over di un campionato liquido costa meno che inseguire il marcatore esatto o il risultato esatto, perché il margine su quell’esito è più stretto. Chi gioca 2 € a schedina e non guarda mai il mercato paga, in proporzione, tre volte il prezzo di chi gioca 200 € agli stessi eventi.
Su questo, il conto di gioco italiano aiuta senza chiedere niente in cambio. Il limite di deposito scelto in registrazione, i limiti di tempo e di spesa previsti dall’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 e i messaggi automatici su durata e spesa sono strumenti passivi: funzionano anche quando il giocatore ha smesso di essere lucido, che è esattamente il momento in cui servono. Un registro delle giocate scritto a mano, con puntata, quota e mercato, costa dieci minuti a settimana e dice più di qualunque previsione.
Cosa fare con i pronostici che si trovano in giro
Un pronostico letto da terzi non contiene informazione nuova: contiene la stessa informazione che il mercato già ha, filtrata dal margine. Chi pubblica un pronostico non lo fa per regalare un vantaggio, e il bookmaker dall’altra parte della giocata è l’unico soggetto della filiera che non ha nessun interesse a sbagliare il prezzo. La lettura corretta è quasi noiosa: la quota di un 1X2 su una partita di Premier League è un prezzo, e i prezzi vanno confrontati tra loro, non creduti. Chi cerca una «scommessa vincente» sulla Premier League sta cercando una cosa che nessun margine può dare — e chi la promette sta vendendo un’altra cosa, di solito un servizio.
Sport e tornei: il calendario della Premier League e cosa si può giocare
Nella stagione 2026-27 si giocano 380 partite di campionato, e il calendario si distende dal 21 agosto 2026 al 30 maggio 2027. Ogni squadra gioca 38 volte. Il fatto che la Premier League sia il campionato più seguito al mondo è anche la ragione per cui è uno dei più liquidi e, per il giocatore, uno dei più economici da seguire: dove passano volumi alti, il margine si stringe.
La struttura della competizione in breve
Ventidue squadre diventano venti: retrocedono le ultime tre e salgono le prime tre dell’EFL Championship. Coventry City, Ipswich Town e Hull City hanno conquistato la promozione; West Ham United, Burnley e Wolverhampton Wanderers sono scesi dopo il 2025-26. Il meccanismo dei punti — tre, uno, zero — è quello classico, e retrocedono le tre peggio classificate. Per chi scommette, la struttura conta in due modi. Il primo è la coda di stagione: ad aprile e maggio le partite delle squadre già salve e di quelle già condannate valgono meno di quanto la classifica suggerisca, e le quote se ne accorgono. Il secondo è la promozione: le neopromosse arrivano con rose e cassa da Championship, e i mercati sotto la partita secca — il numero di gol, il risultato esatto, il marcatore — sono quelli dove la distanza tra i prezzi dei diversi concessionari è più visibile.
Il calendario come strumento, non come curiosità
Chi scommette sulla Premier League guarda il calendario due volte: prima per sapere se la partita che gli interessa è a metà settimana o nel weekend — il turno infrasettimanale cambia ritmo e recuperi — e poi per sapere quante giornate mancano alla fine. La stagione lunga ha un effetto sul prezzo che si vede poco: tra agosto e maggio la stessa partita tra le stesse due squadre può costare dieci punti percentuali di margine in più o in meno a seconda del momento, perché la liquidità non è costante. Chi vuole davvero un prezzo migliore lo cerca sulle giornate di cartello, non su un martedì di gennaio con due squadre di metà classifica. E il calendario dice anche l’altra cosa che nessuno scrive: quando si può smettere senza aver perso nulla che non si era già messo in conto, cioè quando si è guardato il conto e non il pronostico.
Come giudichiamo un bookmaker sulla Premier League
La classifica dei marchi italiani per le scommesse sulla Premier League si fa guardando il prezzo, non lo slogan. Il confronto parte dalla disponibilità dell’evento nel palinsesto, passa dal numero e dal tipo di mercati che il sito mostra davvero sulla partita, arriva al margine e finisce sui vincoli del conto. Perché ci sia un giudizio, cinque cose devono essere visibili.
I criteri: cosa pesa e perché
Il primo criterio è la profondità del mercato sulla partita singola. Un libro che mostra 1X2, Under/Over e poco altro non è un libro economico, anche se la quota in vetrina è alta: senza mercati secondari, il giocatore non ha alternative su cui spostare la giocata quando il prezzo principale non gli conviene. Il secondo criterio è il costo medio del mercato che il giocatore usa davvero — 1X2, GG/NG, Under/Over, DNB, handicap — misurato sullo stesso evento e nello stesso momento. Il terzo è la copertura della competizione: se la Premier League è offerta pre-match e live, se il live è accompagnato da streaming, se il campionato sta nella sezione calcio o in quella internazionale. Il quarto è l’ampiezza del palinsesto attorno al campionato: chi copre anche i mercati sul marcatore e sui cartellini, chi no. Il quinto è il contorno operativo: strumenti di gioco responsabile, condizioni di deposito e prelievo, e soprattutto se il marchio ha una sezione «Virtuali» e un’ippica, perché il contorno dice quanto grande è l’operatore dietro il .it.
Valutazione: dove i marchi si separano
Messi in fila, i dieci nomi si assomigliano più di quanto la comunicazione suggerisca: tutti hanno una concessione, tutti hanno un’app, tutti hanno una sezione calcio con la Premier League da qualche parte, quasi tutti hanno un cash out. Le differenze stanno in tre posti. Nel volume e nella varietà dei mercati attorno alla partita: Sisal, per esempio, dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; Planetwin365 copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, con più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta; Eurobet allarga il palinsesto fino a scacchi, eventi di spettacolo e politica, il che dice molto sul modello di business e poco sulla Premier League. Nel tipo di promozione: c’è chi paga una freebet settimanale legata a un traguardo di giocate e chi paga una percentuale sul primo deposito, e le due cose non sono la stessa. Nel contorno: chi ha un exchange, chi ha i virtuali, chi ha l’ippica.
La tabella: concessione, concessionario e condizioni sulla Premier League
| Marchio | Numero e titolare della concessione ADM | Cosa dicono le condizioni del marchio sulla Premier League |
|---|---|---|
| Sisal | Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket; tra le giocate figurano DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out. |
| bet365 | Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. |
| Planetwin365 | Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre i principali campionati nazionali ed europei, Premier League compresa, oltre a Champions League, Europa League e Conference League, con più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta. |
| Betfair | Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo dedicata a combo e mercati unici a quote maggiorate. |
| William Hill | Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. |
| Lottomatica | Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live. |
| StarCasinò | Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. |
| Eurobet | Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | L’app copre calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica. |
| BetFlag | Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. |
| AdmiralBet | Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato. |
Quello che la tabella non può dire è anche quello che conta di più. La colonna delle condizioni raccoglie ciò che i singoli operatori scrivono di sé; non è un elenco dei mercati disponibili oggi, che cambia partita per partita, e non è un prezzo. La colonna della concessione, invece, è verificabile: l’elenco ADM è pubblico e il numero va confrontato con quello che il sito riporta nelle proprie condizioni, non con quello che un sito di confronto scrive.
La classifica dei dieci marchi, uno per uno
Sisal: il più grande catalogo dichiarato, e un bonus che vive di ricarica
Sisal apre la fila con il catalogo più grande fra quelli dichiarati nelle app: oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket. Sulla Premier League questo si traduce in un vantaggio pratico preciso — l’evento c’è, e accanto all’1X2 ci sono Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual è dichiarato in oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. La concessione è la n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal.
Il bonus di benvenuto merita una riga perché è tipico della categoria: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Detto in modo meno promozionale: senza un versamento non nasce nulla. Il catalogo di Sisal resta però il riferimento per chi sui mercati secondari vuole scegliere, non accontentarsi.
bet365: profondità sul calcio e un partner che non è una quota
bet365 è la concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365, e nell’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League: un titolo che non migliora di un centesimo il prezzo di un 1X2, ma che dice quanto la casa investa sul calcio. L’offerta elencata copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sulla Premier League il vantaggio è la continuità: chi cerca la stessa partita a mercati profondi, pre-match e live insieme, la trova.
Sul gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia: un elenco di strumenti, non una condizione promozionale. Il marchio non ha bisogno di un bonus complicato per farsi scegliere, e infatti non ne mette uno al centro della comunicazione; chi cerca il regalo troverà di meglio altrove, chi cerca il prezzo no.
Planetwin365: la Premier League dentro un listino molto largo
Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le coppe europee, Champions League, Europa League e Conference League, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il profilo di un operatore generalista che non trascura nulla, e per chi scommette su più campionati nella stessa serata è un vantaggio reale: un solo conto, un solo saldo, una sola operazione di prelievo.
Il costo di questa ampiezza non è visibile in vetrina. Un catalogo che copre venti sport distribuisce l’attenzione e la liquidità su molti mercati, e la Premier League non è necessariamente il posto dove Planetwin365 mette il prezzo più affilato. Sulla partita singola inglese conviene confrontare: il marchio è solido, la quota non è la sua bandiera.
Betfair: mercati combo e la traccia dell’exchange
Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair. L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo dedicata a combo e mercati unici a quote maggiorate. Il nome Betfair evoca il betting exchange, e l’exchange in Italia è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 lo ammettono con il giocatore che può fare la punta o la banca e il concessionario che si limita a mettere le parti in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano un exchange oggi e con quali commissioni non risulta.
Per chi cerca la Premier League, Betfair è una scelta laterale: il catalogo combo e le quote maggiorate su mercati selezionati sono la parte visibile, l’exchange è la parte interessante ma non documentata qui. Il 200 centesimi di puntata minima è un dettaglio che vale la pena leggere prima di aprire, non dopo.
William Hill: la freebet che si guadagna giocando
Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. È un’offerta che va letta al contrario rispetto al bonus di deposito: non premia chi versa, premia chi gioca, e la soglia non è banale — cinque eventi con quota totale minima 10,0 significano una multipla che il giocatore medio non costruisce per caso.
Su una pagina dedicata alla Premier League questo va detto con chiarezza: il club è ancorato alla Serie A, non al campionato inglese. Chi scommette quasi solo su partite italiane trova una ragione in più per aprire il conto da William Hill; chi vive di Premier League trova un meccanismo che gli chiede di giocare il campionato italiano per incassarlo. La freebet resta una freebet: la puntata non torna indietro con la vincita, e vale 5 € alla volta, non 5 € di volta in volta garantiti.
Lottomatica: il live con lo streaming accanto
Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — la società titolare non porta il nome del marchio, ed è la prima cosa da verificare nelle condizioni. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Sulla Premier League il valore sta lì: lo streaming affiancato al mercato live rende la partita visibile mentre si gioca, e per il giocatore che vuole entrare in corso d’opera è una funzione, non un ornamento.
Il rovescio è che il marchio non mette in vetrina né mercati secondari particolarmente profondi né un’offerta di benvenuto sul calcio: la Premier League c’è, servita bene, ma chi cerca varianti esotiche sul marcatore o sul cartellino la trova più facilmente altrove. Il prezzo, però, si confronta solo sulla stessa partita e nello stesso momento.
StarCasinò: un conto di gioco con il casinò dentro
Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, su StarCasinò. Anche qui la società titolare ha un nome che non compare in insegna, e anche qui la lettura è semplice: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Un profilo casinò-prima, in cui le scommesse sportive sono il secondo prodotto.
Per la Premier League è una scelta che ha senso solo per un tipo preciso di conto: chi vuole un unico saldo per slot e sport e non ha ambizioni di mercati profondi sul calcio inglese. Chi misura il margine sul 1X2 di una partita di metà classifica inglese troverà in questo profilo il posto sbagliato dove cercarlo. Detto senza girarci intorno: il calcio qui è il contorno.
Eurobet: il palinsesto che arriva fino alle elezioni
Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet — la società titolare è l’unica della lista che coincide con il marchio, il che rende il controllo nelle condizioni una formalità. L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
È un catalogo curioso, e va giudicato per quello che è: dice che l’operatore punta sull’ampiezza dell’intrattenimento più che sulla profondità del singolo mercato calcistico. La Premier League è coperta come parte dell’offerta calcio, ma il marchio che mette le elezioni nel palinsesto non mette necessariamente il prezzo più stretto sul gol asiatico di un Tottenham-Crystal Palace. Il lettore che vuole capire se quella quota è buona deve guardare lì, non alla quantità di sport in vetrina.
BetFlag: il bonus sul deposito e l’identificazione digitale
Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., su BetFlag. Due elementi stanno al centro. Il primo è il Welcome Bonus Sport: 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus legato al versamento, quindi vale in proporzione a quanto si versa, e la cifra fino a cui può arrivare non è la cifra che si riceve aprendo il conto. Il secondo è l’identificazione: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha SPID è operativo in pochi minuti; chi non lo ha deve procurarsi un documento.
Il dettaglio che conta è la forma. Un bonus sul deposito è denaro su saldo che si gioca, non una freebet, e la sua convenienza dipende da quanto si versa e da quanto si è disposti a girare. Chi apre per scommettere due euro sulla Premier League il sabato non è il target di quel 100 %: chi entra con un deposito sostanzioso e intende giocarlo trova qui il profilo più generoso della lista.
AdmiralBet: i limiti che si scelgono prima di giocare
Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su Admiralbet. È l’unico dei dieci in cui il vincolo sul conto è messo in evidenza già nella registrazione: impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato che aspetta 7 giorni. Le condizioni prevedono anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Sul calcio il profilo è quello di un operatore con un’offerta ampia ma non al centro della scena, e la fotografia che lo distingue è un’altra: un conto che nasce già con un tetto. Per chi apre per la prima volta un conto di scommesse e vuole limiti costruiti prima della prima giocata, è la struttura più chiara della lista. Per chi cerca mercati rari sulla Premier League, il marchio è meno interessante: il profilo è prudente, non esotico.
Quanto costa davvero un bonus di benvenuto
Il bonus di benvenuto è la voce su cui la comunicazione lavora di più e su cui il giocatore capisce meno. La prima cosa da fissare è che la parola «bonus» copre almeno due cose diverse. Un bonus in denaro è un importo accreditato sul saldo: si gioca come si gioca il deposito, e la puntata vincente torna indietro. Una freebet è un’altra cosa: la puntata non torna indietro con la vincita, e il valore effettivo si legge sulla parte del ritorno che resta. Un «rischio zero» rimborsato sotto forma di freebet non è un rimborso in denaro; un’accensione di quota resta un’accensione; un’assicurazione multipla resta un’assicurazione; un cashback resta un cashback. Nessuno di questi è lo stesso prodotto, e i nomi commerciali non li distinguono per il lettore.
Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e nessun tetto statutario ai bonus e ai requisiti di puntata risulta: importi, rigioco e quote minime nascono dalle condizioni di ciascun operatore. Da qui discendono le due domande che contano. Quanto bisogna girare? A quale quota minima conta la giocata?
Da dove esce il costo: rigioco, quota minima, scadenza
I requisiti di puntata esistono per una ragione sola: senza di essi il bonus sarebbe un prelievo mascherato. Il meccanismo che li rende costosi è sempre lo stesso — contano solo le giocate pari o sopra una certa quota, e le giocate sotto quella soglia non fanno avanzare il conteggio. È lì che il giocatore «perde» il bonus senza mai perdere una scommessa: nel tempo speso a giocare partite che non contavano. Una quota minima alta, per esempio 1,80, esclude proprio le giocate più prudenti che un giocatore attento userebbe; una quota minima bassa le ammette e allunga il tempo necessario. Nessuna delle due è gratuita.
Sui bonus di deposito il calcolo diventa più semplice da raccontare che da fare. Se il bonus è pari al 100 % del primo deposito fino a 5.000 €, un deposito di 100 € produce 100 € di bonus, e se il requisito di rigioco fosse, poniamo, cinque volte l’importo del bonus, servirebbero 500 € di giocate, cioè dieci puntate da 50 € se quelle puntate contano tutte. Il numero di giocate dipende dal taglio della puntata, non dal bonus: chi gioca 5 € alla volta ne fa cento, chi gioca 50 € ne fa dieci, e il tempo che ci vuole non cambia il costo medio. Quello che cambia il costo è il mercato su cui si gira. Con un margine illustrativo attorno al 5 % su un mercato principale, 500 € di giocate costano in attesa circa 25 €, che su un bonus di 100 € è un quarto del valore incassato; la stessa cifra girata su mercati secondari con margine intorno al 10 % raddoppia il conto, e la conclusione pratica è che conviene girare il bonus dove il margine è più stretto, non dove la quota è più divertente.
Il valore medio di una freebet, e perché non è il suo importo
Una freebet da 5 € sembra valere 5 €. Non li vale, perché la puntata non torna indietro con la vincita: il valore sta nella parte di ritorno eccedente la puntata, ridotta dalla quota di payout del mercato. Su un mercato con payout dichiarato attorno al 95 %, il valore medio atteso di quella freebet giocata a quota 2,10 è di circa 2,50 €, cioè 5 € per (2,10 − 1) diviso 2,10, poi moltiplicato per il payout. A quota più alta il valore sale, a quota più bassa scende: una freebet è uno strumento che vale in proporzione all’azzardo che ci si mette sopra, non una banconota. Il calcolo dà un valore medio atteso su molte giocate e non dice nulla su quella singola: è una media, non un pronostico.
Il letto su cui riposa la freebet è spesso un club a soglia. L’Extra Bet Club di William Hill assegna 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. Cinque euro settimanali sono una cifra modesta; la soglia per averli non lo è. Chi costruisce comunque multiple da cinque eventi a quota totale 10,0 non cambia nulla e incassa qualcosa in più; chi non le costruisce dovrebbe chiedersi se sta pagando un pedaggio per un premio, che è la definizione esatta di un bonus che sembra gratis.
Deposito, prelievo e ricariche: dove si annidano i vincoli
Le condizioni di prelievo sono la parte meno reclamizzata e più rilevante. Sui concessionari ADM la lista dei binari che le pagine di confronto mostrano è ampia — carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai con SisalPay e Mooney — ma ogni operatore ha la propria lista e la propria versione sta nelle sue condizioni. L’uso delle criptovalute presso i concessionari ADM è materia non definita, e non risulta una norma che elenchi i binari approvati.
Un istituto merita una spiegazione perché cambia il modo in cui si ricarica: i punti vendita ricariche, previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti vendita — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Per un giocatore con conto di scommesse, la ricarica al tabaccaio è la via più anonima sul versante del deposito e la più rigida su quello dell’uscita: il contante entra a 100 € alla settimana, e per uscire serve un altro binario.
C’è infine un lato normativo che nessuna condizione d’uso racconta al giocatore. L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, la partita si sposterà dal margine ai binari di pagamento, e i conti aperti altrove diventeranno più complicati da alimentare.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un concessionario ADM?
Solo sugli eventi e sui tipi di giocata che stanno nel palinsesto approvato: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma preparato dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Per la Premier League significa che l’evento deve essere già autorizzato; i mercati esatti si leggono sul sito prima di giocare.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confronta il numero di concessione che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che ha 52 righe e lega ogni codice a un singolo sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: essere sulla lista non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
In singola il ritorno è puntata × quota: 50 € a quota 2,10 valgono 105 € di ritorno e 55 € di profitto netto, cioè puntata × (2,10 − 1). In multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico, e il ritorno usa quel prezzo: il margine pagato, però, si somma su ogni gamba.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato. Su un 1X2 illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60 la somma è 1,0481, quindi il payout è di circa il 95,4 % e il margine, cioè 100 % meno il payout, intorno al 4,6 %. Su un mercato reale di Premier League la fascia è più larga.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Secondo la stampa di settore le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte e il giocatore non dichiara nulla, ma la ricostruzione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: va consultato un commercialista. Le vincite da siti esteri o non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, un limite abbassato ha effetto immediato e uno alzato aspetta sette giorni. AdmiralBet, per esempio, chiede di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.
Il conto finale: cosa resta al giocatore e cosa resta al banco
Messi in fila, i numeri di questa pagina raccontano una cosa sola. Il margine dentro un 1X2 di Premier League sta in una fascia di 5-7 %, quello illustrativo che serve a capire il meccanismo è del 4,6 %, quello dei mercati secondari arriva al 9-12 %: sono prezzi, non giudizi, e il gioco è dichiaratamente in perdita per chi non ha un vantaggio informativo che nessuno di questi numeri gli dà. L’imposta unica del 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite, non esce dal conto del giocatore ma esce dal conto del concessionario, e torna dentro le quote. Il costo più grande, però, non è nessuno dei tre: è la somma dei bonus che il giocatore non riesce a girare, delle schedine costruite per raggiungere una soglia che non gli serviva e dei mercati scelti per l’emozione invece che per il prezzo.
Per questo la classifica di questa pagina non incorona nessuno. Il catalogo più grande è quello dichiarato da Sisal, la profondità sul calcio internazionale è quella di bet365, l’ampiezza generalista è di Planetwin365, i mercati combo di Betfair, il meccanismo a soglia di William Hill, il live con streaming di Lottomatica, l’unicità del saldo con il casinò di StarCasinò, il palinsesto fino alla politica di Eurobet, il bonus sul deposito di BetFlag, i limiti costruiti in apertura di AdmiralBet. Un lettore che vuole scommettere sulla Premier League ha bisogno di tre cose e di nessun’altra: una concessione verificata sull’elenco ADM, un’idea chiara della fascia di margine che sta pagando, e un conto che ha già un tetto impostato prima che la stagione cominci. Il resto — pronostici, freebet, quote maggiorate — è materiale da leggere con il margine in mano, non da inseguire.
Creato dalla redazione di «Campionatoinglese».
